Ferpi > News > La “lezione di giornalismo” di Riotta

La “lezione di giornalismo” di Riotta

22/01/2009

Che resterà allora dell’opinione pubblica, tramontati i mass media? Che resterà della democrazia senza opinione pubblica critica?

di Fabio Ventoruzzo


Riprende (alla grande, direi) il dibattito che qualche settimana fa Toni Muzi Falconi aveva lanciato sulle pagine di questo sito, interpretando la presunta morte dell’opinione pubblica e le sue conseguenze sulla nostra professione (ricordate?).


Sintetizzando al massimo: la polverizzazione dei pubblici e delle loro opinioni (favorita anche dai media digitali) fa sì che il giornalismo non rappresenta più l’opinione pubblica, ma soltanto quella che definiamo l’opinione pubblicata.


Questa volta riportiamo le riflessioni di Gianni Riotta (affascinanti, complesse – questo sì -, ma straordinariamente utili per noi), apparse sulle pagine del CorSera dello scorso 19 gennaio, che affronta il tema dell’informazione (e la verità) nell’era di Internet.


Che resterà, quindi, allora dell’opinione pubblica, tramontati i mass media? Che resterà della democrazia senza opinione pubblica critica? .. soprattutto in una società post-moderna non esiste una verità oggettiva perché moltiplicata all’infinito e deformata dalla propaganda (a proposito, avete letto la traduzione italiana del libro di Bernays?).


La lettura di Riotta, in sintesi? “L’opinione pubblica non è in crisi (e non morta, nda) per le nuove tecnologie, ma cade perché l’idea di una società illuminata che governa la politica attraverso il dibattito razionale. Finito il dibattito critico, finita l’opinione pubblica. Se dall’arcipelago delle nuove comunità, il nuovo mercato e le nuove opinioni facessero scaturire un confronto aperto allora finalmente avremo nuovi contenuti e verità condivise”.


Una chiamata alla responsabilità per noi comunicatori per non svilire il dibattito pubblico, alimentato anche (se non soprattutto, secondo l’Università di Cardiff) dai nostri contenuti e dal nostro lavoro quotidiano. Saper guardare alla verità degli altri e comunicare la nostra con spirito equanime è la rivoluzione del XXI secolo, secondo Riotta.
Un tema questo (comunicatori, verità, informazione, internet) che meriterebbe un’intera trattazione… ma intanto cominciamo da questo sito.


Ah, ultima cosa: scaricate e leggete (con calma, tolleranza e pazienza) l’intera riflessione di Riotta.


Buona lettura.. e riflessione.

COMMENTI

Eventi