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La rete e l’insostenibile leggerezza dell’essere (adolescenti)

22/02/2012

Un recente fatto di cronaca ha risvegliato l’attenzione su temi quali l’educazione dei ragazzi e l’esemplarità delle punizioni. In questo caso, la disparità di trattamento ha suscitato polemiche di tipo sessista. Assenti però le riflessioni sul ruolo dei social network e sul diritto alla privacy, il che fa pensare che forse è giunto il momento di inserire nei programmi una nuova materia, l’educazione digitale, come propone _Andrea Ferrazzi._

di Andrea Ferrazzi
Da Bassano del Grappa la notizia è rimbalzata rapidamente sui media nazionali: due quindicenni, sorpresi a fare sesso orale nei bagni della scuola, sono stati puniti con una sospensione. A destare la curiosità, e ad alimentare le polemiche, è stato il trattamento diverso tra il ragazzo e la ragazza: un giorno al primo, quattro alla seconda. Apriti cielo! Le reazioni sono state immediate.
La coordinatrice della rete degli Studenti, Sofia Sabatino, ha detto che non è comprensibile “una punizione diversa ai due adolescenti sorpresi in bagno a fare sesso: entrambi erano consci di quello che facevano e andavano puniti alla stessa maniera”. Dello stesso parere Chiara Moroni, responsabile nazionale delle donne di Fli: “Come parlamentare e come donna sono indignata: arrivare a giustificare tre giorni di punizione in più con l’ingresso nel bagno dei maschi equivale a dire che entrare nei servizi riservati all’altro sesso è un atto più grave del rapporto sessuale stesso consumato all’interno di un istituto scolastico, per il quale un giorno di sospensione al ragazzo è stato ritenuto sufficiente”. Ha provato a gettare acqua sul fuoco l’assessore della Provincia di Vicenza, Morena Martini: “Conosco troppo bene il preside, è una persona che non si lascia trascinare dall’emotività e per questo penso che nella diversa punizione inflitta ai due ragazzini si sia tenuto conto anche di altre cose”. In effetti, anche se non c’è una versione ufficiale, pare che le cose stiano esattamente così.
Al di là di questo aspetto, è lo stesso assessore provinciale a sollevare un’altra questione, molto più rilevante: la mediatizzazione di un’esperienza privata. Secondo la prima ricostruzione, è stato un compagno a sorprendere i due ragazzi in atteggiamenti un po’ spinti: al suo rientro in classe qualche battuta, poi il tam tam sui social network. “Una gogna mediatica”, secondo Morena Martini. Come essere in disaccordo? Quanto successo a Bassano del Grappa è emblematico dei nostri tempi: se tutto può essere impunemente sbattuto in rete, che cosa resta della nostra vita privata? In questo modo, non viene violata anche la libertà dei nostri giovani ad essere adolescenti, anche con comportamenti eccessivi e non regolamentari? Si può discutere quanto si vuole sull’opportunità che due quindicenni facciano sesso nel bagno della scuola, ma forse sarebbe anche il caso di interrogarsi sull’eco mediatica di questa vicenda e, soprattutto, sul ruolo giocato dai social network. Nessuno pensa alle conseguenze di questa “gogna” sui due ragazzi? Nessuno si chiede se sia legittimo che una questione di questo tipo sia diffusa attraverso Internet, violando la sfera privata di due adolescenti? La rete viene vissuta dai giovani (e non solo) come uno spazio virtuale dove si sentono pianamente liberi, dove tutto e ammesso e tutto è legittimo. Infondo è così. Ma questo caso insegna che forse è arrivato il momento di proporre a scuola una materia nuova: l’educazione digitale. Come molte altre cose, l’educazione sessuale, da alcuni invocata anche in questa occasione, sembra appartenere a un’epoca passata.

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