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La storia di Phil Cooney e il brutto vizio delle porte girevoli

21/06/2005

Philip A. Cooney, ex capo dello staff alla White House Council on Environmental Quality si è assicurato un lavoro alla ExxonMobil. Conney si era dimesso dall'incarico governativo dopo che la stessa Agenzia era stata accusata di avere minimizzato i rischi legati al cambiamento climatico.

Cooney è destinato a diventare famoso come il lobbysta che manometteva per Bush i dati sul clima. In qualità di responsabile per il presidente delle analisi ambientali Cooney è stato beccato dal New York Times con le mani nel sacco. Ma la vicenda ha assunto contorni al limite del grottesco nel momento in cui l'ex funzionario, ufficialmente in vacanza con la famiglia "per troppe ferie accumulate", è stato assunto dalla ExxonMobil, gigante petrolifero tra i più indisciplinati in tema ambientale.I commenti acidi si sprecano e ancora una volta viene messo sotto accusa il cosiddetto sistema delle porte girevoli, espressione made in Usa che sta a indicare la cattiva abitudine di prestare gli uomini dell'industria agli incarichi governativi. O viceversa.Avvocato rampante, Philip A. Cooney aveva ricoperto il ruolo di lobbysta per lungo tempo presso l'American Petroleum Institute. Ancora non sono stati resi noti i dettagli sul suo nuovo lavoro alla Exxon, dove debutterà in autunno. L'unico dato certo è che pesano sulla sua testa gravi accuse circa i rapporti sul cambiamento climatico relativi agli anni 2003 e 2004 e che lo scandalo Cooney potrebbe trascinare con sè altri nomi.Alla stampa il merito di aver smascherato l'"inciucio", ma anche il demerito di non averne parlato prima (si sapeva o si poteva intuire). E intanto la portavoce della Casa Bianca, Dana Perino, loda l'ex capo dello staff alla White House Council on Environmental Quality per "l'ottimo lavoro svolto".
Emanuela Di Pasqua-Totem

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