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L'Executive Master in RP d’Impresa affronta il tema dei "public affairs"

08/07/2008

Come redigere un piano di relazioni istituzionali, gli ambiti di intervento dei public affairs e la gestione delle relazioni istituzionali nella testimonianza del Gruppo Eni. Questi ed altri gli approfondimenti nel modulo che si è svolto il 4 e 5 luglio.

Daniele Comboni – Docente Responsabile Università IULM – ha presentato le definizioni di public affairs e lobbying, evidenziando come il secondo rappresenti un’attività specifica dei public affairs con precise finalità di influenza del processo decisionale pubblico.
Ha quindi illustrato all’aula i casi in cui si svolge un’attività di public affairs, distinguendoli tra atti dovuti per adempiere a prescrizioni di legge e opportunità di promozione o rappresentanza di interessi; ha poi specificato quali sono gli attori principali del processo e i loro ruoli: portatori di interesse, mediatori, pubblici influenti e istituzioni pubbliche.


Il docente ha quindi spiegato quali siano le competenze richieste a un professionista di public affairs – dalle conoscenze giuridico-amministrative, alla cultura della mediazione, fino alle capacità di analisi del contesto istituzionale – e quali i valori di riferimento della deontologia professionale.
Ha quindi analizzato gli ambiti di intervento dei public affairs, sulla base dell’estensione del contesto di riferimento: locale, nazionale, europeo ed internazionale, sottolineando l’importanza strategica di quest’attività anche ai livelli territoriali di minore dimensione.


Il processo di pianificazione di un’azione di public affairs è strutturato in fasi successive che, se da un lato richiamano le fasi di un classico piano di comunicazione, dall’altro richiedono l’utilizzo di competenze e strumenti specialistici. Per ognuna delle sei fasi del piano, dal monitoraggio del contesto fino alla valutazione dei risultati, il docente ha spiegato gli obiettivi da raggiungere, le azioni e le attività richieste, gli strumenti da utilizzare ed alcuni esempi di applicazione.
Il modello presentato ha la caratteristica di sintetizzare un processo sistemico, dove ciascuna fase influenza non solo la successiva, ma anche le altre, agendo in particolare sull’attività di monitoraggio ed interpretazione del contesto.


Il pomeriggio della prima giornata è stato dedicato alla testimonianza portata da Marco Piredda, Direzione relazioni istituzionali e comunicazione, Responsabile strategie e studi legislativi del Gruppo Eni.
Il testimone, dopo una sintetica presentazione dell’azienda, ha illustrato all’aula come è organizzata la direzione relazioni istituzionali e comunicazione e quale ruolo rivestano nel gruppo i public affairs. Ha quindi spiegato in dettaglio cinque casi di attività di public affairs che hanno coinvolto il Gruppo Eni, evidenziando per ognuno gli obiettivi, gli attori principali, la situazione iniziale, le attività messe in campo e i risultati raggiunti.


Grazie all’esperienza maturata presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze, Marco Piredda ha concluso la testimonianza con una riflessione sul lobbying nella prospettiva del settore pubblico, indicando quali strategie e azioni mettere in campo e quali evitare per ottenere risultati positivi.


Nel corso della mattinata di sabato l’aula si è misurata con un’esercitazione pratica. I cinque gruppi in cui è stata suddivisa l’aula, hanno elaborato, sulla base delle conoscenze apprese nel corso del modulo, un ipotetico piano di public affairs.


A partire da un articolo selezionato dal Sole 24 Ore, i gruppi sono stati chiamati a redigere un piano, compilando alcune slide, con l’obiettivo di individuare i principali soggetti coinvolti, i messaggi espressi, la mappa degli interessi e i punti di forza e di debolezza delle diverse argomentazioni.
I diversi gruppi hanno quindi redatto un piano di public affaire, ciascuno a sostegno delle ragioni di una delle fonti individuate. Il piano è stato articolato in base a: obiettivi, messaggi, destinatari, strumenti, tempi e modalità di valutazione dei risultati.
Ciascuno dei piani elaborati è stato quindi presentato all’aula e valutato insieme al docente.


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