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Linkedin: un nuovo strumento di relazioni personali

13/09/2005

Un intervento di Umberto Santucci

Mi sono da poco iscritto, su invito dei soci Gherardelli e Mattina, e di Fabio Scognamiglio, un giovane manager e amico che lavora in BAT. Per qualche tempo ho lasciato dormire la cosa, come capita per le sollecitazioni che spesso ci arrivano dal web.Poi mi sono incontrato con Carlo Mazzucchelli, marketing manager Unisys, che mi ha sensibilizzato e mi ha parlato delle complesse teorie su cui Linkedin si basa, e ho letto due libri illuminanti: Link di Albert Barabàsi e Smart Mobs di Howard Rheingold. (Mazzucchelli è l'attuale hub della mia rete).Allora mi sono messo sotto e ho cominciato a costruire la mia rete su Linkedin.Ho scoperto uno strumento potentissimo per entrare in contatto con persone apparentemente lontane e inaccessibili, in modo mirato, con una o due mosse.E cerco di condividere con i colleghi la mia esperienza, per ora ancora agli inizi, ma sicuramente densa di sviluppi. Per dare un'idea ai colleghi immagino di rispondere alle domande di uno di loro.Che cos'è Linkedin?E' un sito web: www.linkedin.comChe cosa contiene?Tre milioni di contatti, con cui si può entrare in relazione.Con tutti?Volendo, sì. Ma servirebbe a poco. I contatti sono organizzati per categorie e per reti personali.Quindi Linkedin è un data base?Sì. Ma è strutturato in modo da adattarsi alla personalità di chi lo usa.A che serve?A farsi conoscere, ad entrare in contatto con persone più o meno accessibili, a cercare opportunità di lavoro, clienti, fornitori, consulenti, servizi.Come si usa?Ci si iscrive gratuitamente, e si prepara una propria pagina di presentazione. Poi si costruisce la propria rete di contatti.Proprio tutto gratuito?No, gratis si accede solo ai primi tre livelli di contatti. A pagamento si può accedere a tutti i livelli. Se si vuole si possono richiedere servizi particolari, o fare inserzioni a pagamento che compariranno nelle home page di target determinati. Tuttavia anche i tre livelli dell'account gratuito sono più che sufficienti ai nostri scopi.E' difficile fare la propria pagina di presentazione?No, basta riempire alcuni moduli online, che poi si possono cambiare e aggiornare come si vuole. Quindi la presentazione può essere provvisoria, anche incompleta, e può essere aggiornata e completata nel tempo.Che lingua si usa?Qualsiasi, anche se è consigliabile usare l'inglese.Che cos'è la rete di contatti?Possiamo pensarla come una mappa. Immaginiamo di essere al centro. Tutto intorno disponiamo i nostri contatti diretti: colleghi, clienti, fornitori, amici, docenti, allievi. Andiamo sul sito di Linkedin e cerchiamoli. Se ci sono, chiediamo loro di accettare il nostro contatto. Se non ci sono, invitiamoli ad accettare il contatto e ad iscriversi. Quelli che accettano saranno i nostri contatti diretti, o di primo livello.Ci sono contatti di livelli diversi?Sì. I contatti di un mio contatto diretto sono di secondo livello. Per esempio, io ho un contatto di primo livello con mia cugina Anna, che ha un contatto di primo livello con il suo professore Bianchi, che io non conosco. Per me Bianchi è un contatto di secondo livello, perché posso raggiungerlo attraverso Anna.  Un collega inglese del professore, suo contatto di primo livello, per me è di terzo livello, perché per raggiungerlo devo passare prima attraverso Anna, poi attraverso il prof. Bianchi.Andando avanti con i livelli, potremmo raggiungere chiunque?Certo, in linea teorica sì. Milgram, il teorico dei "mondi piccoli", dice che ognuno di noi è separato da qualsiasi altra persona al mondo da non più di sei gradi di separazione. Se non ci credi prova a vedere quanti gradi ti separano da Tony Blair o da Del Piero. http://en.wikipedia.org/wiki/Small_world_phenomenon
­Linkedin tiene conto dei sei livelli?Come abbiamo detto, ne propone solo tre per l'account gratuito, ma li considera sufficienti perché ritiene che poi il legame diventi troppo labile. Comunque i tre livelli sono già molto potenti per disporre di una rete fin troppo ampia per le singole possibilità di relazione. Pensa che io ora ho attivato solo 19 contatti di primo livello, che mi portano ad oltre 2.700 contatti di secondo livello, e a ben 300.000 contatti di terzo livello!La nostra rete deve avere molti contatti di primo livello? Oppure è meglio averne pochi ma buoni?Io miro alla qualità più che alla quantità. L'ideale è avere un po' di contatti scelti bene, fra cui alcuni supercontatti, che in termine tecnico si chiamano hub. I miei contatti devono essere disposti a condividere con me i loro contatti, a sostenermi con referenze e dichiarazioni di simpatia, a presentarmi in modo adeguato alle persone che mi interessano. Da parte mia devo cercare di contattare le persone solo se io sono in grado di proporre cose che siano interessanti per loro.Insomma, è come un "mi manda Picone" virtuale?Mettiamola così. Picone però funziona se io sono interessante per la persona con cui mi metto in contatto.Se invece di invitare noi i nostri possibili contatti, riceviamo l'invito da qualcuno?E' sempre valido il consiglio di non accettare caramelle dagli sconosciuti. Un contatto non valido potrebbe inquinare la nostra rete, quindi se riceviamo un invito o conosciamo bene chi ce lo ha mandato, o prima di accettare dobbiamo verificare la sua pagina, chi è, che fa, com'è la sua rete di contatti, come è arrivato fino a noi.Ma una rete personale di contatti, fino a che punto può essere utile nella nostra professione?A gestire i rapporti con stakeholder, decisori, influenti, potenziali clienti. Alcuni di essi li conosci personalmente, o sai chi sono e come li puoi raggiungere. Altri non sai come raggiungerli. Altri ancora non sai che potrebbero essere interessati al tuo progetto. In questo caso una esplorazione nei tuoi contatti di secondo e terzo livello (gli "amici degli amici") potrebbe essere molto utile, e riservare anche gradite sorprese.Non basterebbero gli indirizzari e i data base che già abbiamo per i nostri clienti, per l'ufficio stampa, per i fornitori?Fin da prima che esistessero i computer, gli indirizzari erano lo strumento chiave dell'attività di relazioni pubbliche. Una raccolta di contatti creata e aggiornata nel tempo è un tesoro insostituibile. Però resta chiusa nel proprio giro di contatti e di esperienze. Con Linkedin ci si apre ai contatti di altri, si attivano percorsi imprevisti, si scoprono contatti raggiungibili che Linkedin segnala, segnalando in che modo possono essere raggiunti.La nostra rete quindi cresce giorno per giorno, man mano che anche i nostri contatti ampliano i loro contatti?Proprio così! La nostra rete non va concepita come qualcosa di statico, ma come un  organismo, addirittura un ecosistema, che si modifica continuamente, sia per ciò che facciamo noi, sia per ciò che fanno gli altri.I contatti che si possono attivare o cercare riguardano solo persone o anche aziende, enti, organizzazioni?Anche aziende. Con il motore di ricerca interno si possono cercare possibili clienti in specifiche aree, o fornitori di servizi vari. Si possono usare come parole chiave i nomi di aziende ed enti, per vedere se c'è qualcuno che possiamo contattare con la nostra rete.Per saperne di più?Un mio articolo su Apogeonline.Umberto Santucci

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