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Media: radio la fonte più credibile

29/06/2011

La qualità complessiva della comunicazione, intesa come informazione, adv e costruzione relazionale, è migliorata ma ancora resta molto da fare. Le Rp tra gli strumenti più apprezzati perché in grado di costruire una relazione. La radio il mezzo più credibile. Sono alcuni dei dati emersi dalla ricerca promossa da _Ferpi_ e realizzata da _GFK Eurisko,_ presentata dal past president _Gianluca Comin,_ durante l’ultima assemblea dei soci.

Cos’è la comunicazione? Come la intende l’opinione pubblica e come vi si rapporta? È quanto ha indagato la ricerca Il rapporto tra opinione pubblica e comunicazione promossa da Ferpi e realizzata da GFK Eurisko.
L’indagine condotta nel mese di maggio 2011 su un ristretto ma qualificato panel di opinion leader (8) e su un campione rappresentativo di cittadini (800 casi) ha consentito di rilevare il valore strategico della comunicazione come strumento di comprensione e di orientamento nella crescente complessità della realtà economica, sociale e politica, i temi per cui la comunicazione aziendale viene ritenuta importante, il diverso grado di credibilità attribuito a vecchi e nuovi media ed infine il triplice valore riconosciuto alla comunicazione: informativo, pubblicitario di prodotti-servizi e di costruzione di relazione/coinvolgimento dei cittadini.
Negli ultimi anni, secondo quanto emerso, la qualità della comunicazione è complessivamente migliorata ma ciononostante permangono numerosi motivi di “insoddisfazione”. Emerge chiara l’esigenza di un miglioramento qualitativo piuttosto che per un aumento (o una riduzione) della “quantità” di comunicazione.
Interessante anche il tema dei nuovi canali comunicativi: vengono apprezzati quelli in grado di creare un contatto “umano” tra impresa-marca-istituzione e cittadino-consumatore. Tra questi spiccano le relazioni pubbliche ed il mondo dei social network. Questi ultimi costituiscono una opportunità straordinaria per la comunicazione istituzionale in particolare per il recupero di una dimensione relazionale.
“Quattro anni fa non eravamo ancora entrati nella più grave crisi economica dal 1929 ad oggi. In un clima di paura, ansia e stress i nostri interlocutori hanno avuto bisogno di certezze: chiarezza, trasparenza, accessibilità delle informazioni sono stati i requisiti di qualità imposti ai relatori pubblici che hanno voluto ristabilire un clima di fiducia fra aziende, istituzioni e stakeholders. La crisi ha infatti tagliato i grandi investimenti pubblicitari, ma ha dato spazio alla nostra professione più puntuale nell’incontrare il target”, ha affermato Gianluca Comin, past president Ferpi, durante l’ultima assemblea dei soci. “E ci ha dato anche un ruolo di utilità sociale per i sistemi Paese. La crisi ha spostato anche gli investimenti nella comunicazione: a fronte di una contrazione degli importi destinati all’advertising classica, sono cresciuti quelli in relazioni pubbliche, promozione ed eventi”.
In prospettiva le relazioni pubbliche appaiono come lo strumento primario e difficilmente sostituibile per entrare in contatto/dialogo con interlocutori “importanti”.
La ricerca ha messo in luce una fase di profonda e potenzialmente positiva trasformazione che i professionisti devono saper cogliere come un’opportunità.
Clicca qui per scaricare la ricerca.

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