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Tik Tok: il social dei giovani

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20/09/2019

Sara Bassi

Non è Facebook né Instagram e nemmeno più Snapchat ma Tik Tok, il nuovo social cinese che spopola tra la “Generazione Z”. Un universo da tenere d’occhio, anche dal punto di vista pubblicitario. L'analisi di Sara Bassi.

Tik Tok è l’app del momento. Conta più di 500 milioni di utenti in tutto il mondo, principalmente adolescenti, ed anche in Italia il numero sta crescendo (2,4 milioni nel 2018). Si tratta di un social network di origine cinese, in cui è possibile pubblicare video di breve e brevissima durata, aggiungendo effetti, filtri e tracce sonore. La velocità è proprio tra le sue caratteristiche principali: infatti è possibile saltare da un video all’altro semplicemente scorrendo in verticale, un po' come fare zapping sul televisore.

I contenuti che si possono trovare su Tik Tok sono di diverse tipologie, dal video divertente, al tutorial, al lip dub (fingere di cantare utilizzando in sottofondo la base sonora), solo per citarne alcuni. Tra i più popolari ci sono sicuramente le sfide, lanciate attraverso l’hashtag #challenge in cui gli utenti fanno qualcosa di particolare e invitano gli altri a provarci e pubblicare le loro performance.

Il denominatore comune degli utenti è la creatività, senza badare troppo ai like o ai numeri. Spesso i video risultano strani proprio per questo motivo. Tik Tok stessa promuove lo spirito creativo e la libertà di espressione. Grazie alle numerose capacità del social è possibile anche pubblicare un video-reazione ad un altro video, chiamato “duetto”, dividendo così la schermata in due e mostrandoli in sincrono. Contenuti che nascono da altri contenuti insomma.

Per utilizzare il social non è necessario registrarsi. È possibile accedere ai video semplicemente scaricando l’app. Le preferenze dell’utente vengono tracciate grazie ad un algoritmo che inizialmente propone video diversissimi tra loro e, successivamente, tiene conto dei tempi di permanenza sui contenuti proposti, ricavandone gli interessi. Nel caso in cui l’utente voglia anche pubblicare è necessaria la registrazione.

Tik Tok nasce nel 2017 da Byte Dance, una società di Internet cinese. Si tratta della versione internazionale di Douyin, social nato l’anno prima e approvato dal governo cinese, sul quale esercita un potere di censura, controllando tutti i contenuti che vengono pubblicati. Successivamente Byte Dance acquisisce Musical.ly, un’app simile a Tik Tok, capace di coniugare musica e video, molto apprezzata dagli adolescenti. Le due app, infine, vengono fuse insieme.

Tik Tok è sicuramente un universo da tenere d’occhio, anche dal punto di vista della pubblicità. Non solo per quanto riguarda i numeri, ma anche per le funzionalità che l’app offre, evolvendosi molto velocemente. Significativo è l’esempio della catena di supermercati Kroger. È stata, infatti, la prima azienda a testare una nuova formula di pubblicità che combina la classica sfida sponsorizzata con l’e-commerce.

Per coinvolgere i giovani, Kroger ha lanciato l’hashtag brandizzato #transformurdorm (trasforma il tuo dormitorio) invitando i ragazzi ad abbellire le loro stanze dell’universitá con i prodotti del supermercato e a pubblicare il risultato inserendo l’hashtag. Tramite quest’ultimo si accede alla raccolta dei contenuti pubblicati dagli utenti e con il pulsante “Scopri” si apre la sezione acquisti in-app di Tik Tok. Ad oggi #transformurdorm conta 700 milioni di visualizzazioni.

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