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Tripadvisor diventa una guida verde

03/10/2013

Il noto portale di viaggi lancia (per il momento solo negli Stati Uniti) il progetto _GreenLeaders Program_ che certificherà il livello di sostenibilità ambientale delle strutture ricettive. Un passo avanti per un turismo sempre più green.

di Filippo Franzoi
Tripadvisor, il famoso portale di viaggi, diventa più verde. No, non si tratta di una modifica alla tonalità del logo del celebre sito web, ma del lancio del GreenLeaders Program, un programma di certificazione green degli hotel, lanciato poco tempo fa dalla società statunitense. Il potenziale di questa iniziativa è enorme, tenendo conto dei 200 milioni di visitatori unici al mese, e dei 100 milioni di opinioni e recensioni, registrate dai siti a marchio Tripadvisor. La possibilità, per gli utenti, di valutare anche le caratteristiche di impatto ambientale delle strutture nelle quali soggiornano, pone l’enfasi su queste tematiche e costringe i professionisti del settore turistico-ricettivo a tenerne conto da un punto di vista di business. Porre attenzione all’impatto ambientale delle proprie attività può essere un’opportunità per accrescere il proprio volume d’affari, ma anche un requisito minimo per continuare a lavorare con viaggiatori sempre più consapevoli e attenti a questi aspetti.
È necessario dire che il programma è stato lanciato da Tripadvisor for business, la divisione del gruppo che si occupa di mettere in contatto chi opera nel settore turistico con i suoi milioni di utenti. Hanno partecipato in qualità di partner lo Us Environmental Protection Agency’s Energy Star program, lo United Nations Environment Program (Unep), lo Us Green Building Council, e altri esperti di sostenibilità, allo scopo di implementare un programma il più possibile all’avanguardia. Il perimetro è inoltre limitato, per il momento, a hotel e bed & breakfast situati negli Stati Uniti, Alaska e Hawaii comprese.
Ma come funziona il GreenLeaders Program? Come detto si rivolge in primis agli albergatori, e in particolare a quelli che intendano differenziarsi dalla concorrenza evidenziando le buone pratiche green che adottano nella gestione delle loro strutture. La partecipazione è completamente gratuita. Per entrare a far parte del programma bisogna essere innanzitutto un rappresentante certificato della proprietà per la quale si intende partecipare, quindi essere registrati su Tripadvisor for business, e compilare un questionario abbastanza articolato (scarica la guida al percorso).
Le buone pratiche
Dopo una serie di domande “filtro”, volte a calibrare il form su ciascuna struttura censita (con domande quali «è presente una piscina?»), si passa alla prima sezione, quella delle “required questions”. Questa parte del questionario va ad indagare una serie di buone pratiche che sono considerate imprescindibili, almeno per la realtà Usa, per entrare a far parte del programma, e cioè: avere piani di riutilizzo di asciugamani e biancheria, usare lampadine energy-efficient, misurare il consumo di energia, aver predisposto programmi di riciclaggio, fare formazione e informazione su tematiche green al personale e agli utenti della struttura ricettiva. L’albergatore che abbia implementato tutte queste best practices può fregiarsi del titolo di GreenPartner, indipendentemente dalle risposte alle domande successive. Un’icona nella pagina Tripadvisor della struttura rimanderà a una pagina dove gli utenti del sito potranno vedere quali siano le best practice minime, necessarie ad entrare a far parte del programma, e che saranno quindi necessariamente presenti nell’hotel o B&B.
Il questionario
Si entra così nella parte più interessante, articolata, e ambiziosa del questionario, che è alla base di tutto il programma. Le domande sono suddivise in sei sezioni. La prima, Energia, va ad analizzare tutti gli aspetti che incidono sui consumi energetici, dagli elettrodomestici agli impianti di condizionamento, dalla presenza o meno di coperture isolanti a quella di pannelli fotovoltaici. La seconda, Acqua, registra per prima cosa i consumi idrici e la provenienza delle acque. La sezione mappa poi le tipologie di dispositivi per una gestione efficiente dell’acqua, non tralasciando di approfondire i comportamenti tenuti dal personale, per esempio per l’irrigazione di eventuali spazi esterni. La terza sezione è dedicata agli Acquisti, e indaga provenienza e tipologia di tutto ciò che viene acquistato e utilizzato dalla struttura, da cibi e bevande alla mobilia, includendo detersivi e carta. Il quarto gruppo di domande si concentra sui Rifiuti, registrando prima di tutto le quantità dichiarate e analizzando il metodo utilizzato per le misurazioni, e passando poi a verificare se e in che misura siano adottati programmi di riutilizzo e riciclaggio. Le ultime due sezioni sono dedicate rispettivamente al Sito, con una serie di domande sulla struttura in sé, sull’ambiente circostante, e sull’uso di pesticidi ed insetticidi, e alla Formazione e Innovazione. Quest’ultima sezione analizza i programmi di formazione per dipendenti e utenti, la raccolta di feedback, le eventuali certificazioni ottenute dalla struttura e le pratiche innovative implementate.
I GreenLeaders
Esiste un sistema di punteggi e pesi (attribuiti a seconda dell’impatto ambientale di ogni singolo aspetto indagato) che permette di calcolare un risultato finale sulla base delle risposte date alle domande del questionario. Chi ottiene un punteggio superiore al 30% entra a far parte dei GreenLeaders. Il punteggio minimo può sembrare a prima vista piuttosto basso, tuttavia è necessario considerare che gli aspetti indagati sono numerosi e le domande piuttosto elaborate. Ottenere un terzo dei punti è dunque un buon risultato. Inoltre, i GreenLeaders non sono tutti uguali. Esistono 4 livelli, sulla base del punteggio ottenuto, per classificare le strutture leader: Bronze (30-39%), Silver (40-49%), Gold (50-59%), Platinum (60%+). La dicitura corrispondente alla categoria è riportata sul badge visibile nella pagina di ciascun GreenLeader. Cliccandoci sopra è possibile visionare la lista completa di tutte le caratteristiche green della struttura selezionata, sulla base ovviamente delle risposte al questionario (ciò non avviene nel caso dei GreenPartners, per i quali c’è solo il rimando alla lista delle green practice minime, senza menzionare altre caratteristiche eventualmente presenti). La possibilità, per qualsiasi utente del portale, di visionare la lista completa delle caratteristiche rappresenta il primo pilastro votato a garantire l’integrità e la trasparenza del programma. Il secondo ed il terzo sono rappresentati dai feedback degli utenti, e dal processo di audit. Gli utenti hanno infatti la possibilità di rilasciare commenti sulla loro esperienza ed eventualmente segnalare delle incongruenze con quanto riportato nel portale, e quindi nelle risposte del rappresentante della struttura al questionario. I feedback degli utenti possono dar luogo ad un audit dell’hotel da parte di una società di auditing di terza parte. La medesima società conduce comunque una serie di audit non collegati a segnalazione degli utenti, in modo da rendere l’intero sistema più affidabile.
La prova sul campo
Il programma è sicuramente elaborato e ambizioso: risulterà efficace? Noi abbiamo voluto vedere, un po’ per gioco, se ci sia un effettivo cambiamento dal punto di vista dell’utente. Limitati dal perimetro Usa e desiderosi di prolungare un po’ l’estate appena finita, abbiamo cercato una sistemazione a Miami. Ovviamente ci siamo indirizzati sulle strutture green. Effettivamente, il portale mantiene le promesse. Il badge è ben visibile e funzionante, le caratteristiche sono riportate in maniera chiara, i livelli sono esplicitati. È anche possibile filtrare la propria ricerca in modo da includervi solamente strutture GreenLeaders.
Gli effetti, come anticipato all’inizio, possono essere dirompenti. La struttura di Tripadvisor, la sua capacità di dar voce agli utenti del settore turistico-ricettivo, ponendo l’accento sulla qualità del servizio e su caratteristiche delle strutture che avevano poca visibilità, ha modificato il modello di business. Ha fatto percepire questi aspetti come opportunità e fonti di guadagno, ma anche come rischi per il proseguimento stesso delle attività, se non gestiti con attenzione. Se una cosa analoga avvenisse per le caratteristiche green il passo in avanti sarebbe significativo. Si tratta di cercare di integrare queste tematiche in quelle di business tradizionali, con impatti molto più importanti di quelli di programmi autonomi, slegati dai mercati e dai settori di riferimento.
Un limite social
Oltre al limite geografico, comprensibile in fase di avvio, è presente però, e in molti se ne saranno accorti, un’altra grande limitazione. Il progetto permette di tenere conto esclusivamente di caratteristiche ambientali, tralasciando completamente, o quasi, gli impatti sociali ed economici sulle comunità locali. È vero che qualche aspetto è considerato indirettamente nel questionario, per esempio nella sezione Acquisti si richiede la percentuale di prodotti provenienti dalla comunità locale, o dal circuito del Commercio equo e solidale, ma lo scopo è sempre quello di quantificare l’impatto ambientale degli aspetti analizzati. Per assurdo potremmo trovarci ad alloggiare in una struttura ad impatto ambientale zero nella quale i diritti dei dipendenti sono calpestati senza alcun ritegno. Nella capacità di integrare anche questi aspetti nel programma, specialmente se si intende estenderlo ad altre parti del mondo, sta la chiave del successo dell’operazione volta a rendere il turismo, in tutti i suoi aspetti, più sostenibile.

Fonte: ETicaNews

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