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Cavallerizze, un nuovo spazio per Milano

18/03/2016

Presentato nei giorni scorsi le Cavallerizze, un nuovo edificio del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano, risultato di un importante intervento di recupero architettonico e riqualificazione urbanistica. Si tratta di strutture storiche incluse nel complesso museale, costruite attorno alla metà del XIX secolo quando l’edificio monumentale del Museo, un ex monastero Olivetano, era adibito a caserma militare. L’apertura al pubblico delle Cavallerizze avverrà in occasione della XXI Esposizione Internazionale Triennale di Milano.

Il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia ha presentato nei giorni scorsi in anteprima alla stampa le Cavallerizze, un nuovo edificio risultato di un importante intervento di recupero architettonico e riqualificazione urbanistica, finanziato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e dal Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia.

 

L’intervento, diretto dal Segretariato regionale per la Lombardia, in coordinamento con il Museo è stato realizzato dall’architetto Luca Cipelletti ed è consistito nel recupero funzionale dei volumi esistenti e nella ricostruzione di quelli demoliti dai bombardamenti bellici con l’obiettivo di realizzare nuove aree espositive e servizi museali per un totale di 1.800 mq.

 

I finanziamenti messi a disposizione dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – che ha svolto funzione di stazione appaltante tramite il Segretariato regionale – sono stati utilizzati per le spese di progettazione (architettonica, strutturale, impiantistica, sicurezza), di direzione dei lavori e per la realizzazione del primo lotto dei lavori, riguardante le opere strutturali, le predisposizioni impiantistiche e la bonifica del sito, per un importo complessivo di 4,2 milioni di euro.

 

Il Museo ha provveduto in proprio al reperimento di fondi per il completamento dei lavori, con una cifra pari a 1,8 milioni di euro.

 

“Siamo molto orgogliosi di presentare oggi un innovativo progetto di recupero”  dichiara Fiorenzo Galli, Direttore Generale Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “in chiave contemporanea delle Cavallerizze, un edificio della metà dell’Ottocento, che diventerà una delle icone del Museo e di Milano. Il nuovo spazio di 1.800 mq ci consentirà di essere un soggetto ancora più attrattivo e inclusivo nel panorama culturale cittadino, nazionale e internazionale, ospitando grandi mostre, installazioni ed eventi. Questo intervento ha una valenza architettonica, urbanistica, sociale e si inserisce nel processo di rinnovamento del Museo, in corso negli ultimi quindici anni. Il progetto delle Cavallerizze si sviluppa nella cornice di una più ampia idea di rinnovamento e coinvolgerà anche le aree esterne e la piazza adiacente. In questo quadro si colloca una più ampia idea di riorganizzazione delle aree espositive e dei servizi museali e in particolare il futuro trasferimento dell’ingresso del Museo da via San Vittore a via Olona”.

 

“Conoscendo la grande dinamicità del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia ed il carattere storico dell’edificio in cui si trova, con tutte le necessità di cura che un simile complesso monumentale richiede, abbiamo cercato di creare tutte le condizioni affinché questa importante struttura potesse essere ristrutturata e riqualificata, in modo da aggiungere nuovi spazi di qualità ad una importante istituzione culturale della città” afferma l’assessore all'Urbanistica del Comune di Milano, Alessandro Balducci.

 

“Il recupero delle Cavallerizze restituisce alla città di Milano un edificio storico di grande importanza e al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia un nuovo spazio polifunzionale in grado di ospitare eventi culturali di grande rilevanza ed incrementare l’attrattività e la fruizione di una struttura che già oggi rappresenta il più importante museo tecnico-scientifico in Italia” lo afferma il Sottosegretario ai beni culturali e al turismo, Antimo Cesaro. “Si è trattato di un intervento di restauro innovativo sia a livello progettuale, grazie ad una efficace triangolazione tra Segretariato generale del MiBACT, Soprintendenza e Museo stesso con l’ottimizzazione di tempi e risorse a disposizione, sia a livello di finanziamenti, con fondi del Ministero affiancati da sponsor privati che hanno creduto nella bontà del progetto. L’attività che il Museo Leonardo da Vinci sta portando avanti negli ultimi quindici anni, con la costante crescita di visitatori, le molteplici attività educative e scientifiche e  un autofinanziamento oltre il 70% del budget totale, rappresenta uno dei migliori esempi di come, anche in Italia, pubblico e privato possano collaborare per attuare modelli culturali di qualità e al tempo stesso sostenibili dal punto di vista economico”.

“L’intervento di recupero delle ex cavallerizze, insieme alle altre iniziative di rinnovamento messe in atto dal Museo, contribuisce all’obiettivo più generale” dichiara Marco Edoardo Minoja, Segretario Regionale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per la Lombardia di restituire alla città di Milano e ai visitatori un vasto isolato del centro storico, conferendogli le potenzialità di pubblica fruizione che gli sono proprie. Dal punto di vista architettonico il tema fondante del progetto di recupero è quello di ricostruire, con linguaggio contemporaneo, le parti mancanti e di conservare, con le tecniche proprie del restauro, l’integrità delle parti originarie col loro carattere di autenticità, ponendo nuovo e manufatto storico in stretta relazione e valorizzazione reciproca”.

 

“Riguardo la riqualificazione delle Cavallerizze al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia, il primo pensiero fatto, come architetto, non è stato” sottolinea Luca Cipelletti, Architetto Studio AR.CH.IT “quello di intervenire cambiando una situazione esistente, ma piuttosto di valorizzare il preesistente integrandolo con un progetto di architettura contemporanea. L’obiettivo era quello di creare un vero e proprio sistema integrato alla realtà del Museo, che permettesse all’insieme di godere di un rinnovato valore. Si è operato per sottrazione. Un volume di taglio, impostato sull’asse storico dell’edificio monastico, propone un lungo percorso prospettico, di circa ottanta metri, che un domani diventerà l’ingresso principale al Museo. Gli ambienti delle Cavallerizze vengono messi in relazione modificando la percezione dello spazio, rivelandone altre dimensioni e possibilità”.

 

Le Cavallerizze sono strutture storiche incluse nel complesso museale, costruite attorno alla metà del XIX secolo quando l’edificio monumentale del Museo, un ex monastero Olivetano, era adibito a caserma militare. Si trattava di due scuderie parallele con al centro il maneggio, costruiti sugli ex giardini conventuali. I bombardamenti del 1943 distruggono parte dell’edificio monumentale, radono al suolo la Cavallerizza meridionale e distruggono due campate di quella settentrionale, oggetto di intervento.

Quando l’intero complesso viene assegnato all’industriale Guido Ucelli e ristrutturato dall’architetto Piero Portaluppi per essere trasformato nella futura sede del Museo, rimaneva ancora insoluta la sistemazione di quello che era rimasto della Cavallerizza settentrionale, per la quale nel 1957 il Sindaco prevede la sistemazione della civica Siloteca Cormio, trasferita poi al Civico Museo di Storia Naturale.

I due corpi delle Cavallerizze da allora si sono trasformati in depositi e in seguito il degrado ne ha compromesso definitivamente l’agibilità.

 

L’apertura al pubblico delle Cavallerizze avverrà in occasione della XXI Esposizione Internazionale Triennale di Milano, l’evento espositivo dedicato al design che si terrà in città dal 2 aprile al 12 settembre 2016, in cui il Museo è stato invitato a partecipare insieme ad altri musei e istituzioni culturali. Il coinvolgimento del Museo si concretizzerà nell’ospitare alcuni Paesi partecipanti a Triennale 2016 all’interno delle Cavallerizze, nella progettazione della mostra temporanea “Confluence” che interpreta il tema ispirante “Design after design” e proponendo, durante i weekend, il programma educativo “Fai da tech”, rivolto a giovani e famiglie.

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