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Confindustria lancia il Cronometro dello sviluppo

13/02/2008

Lo strumento elaborato per misurare l'impatto di una serie di indicatori d'innovazione sul Pil e presentato alla prima Conferenza nazionale dei servizi innovativi.

 "Chi ha responsabilità di Governo deve confrontarsi con la priorità nazionale della crescita economica, ma essendo consapevole che oggi le politiche per la crescita, in tutti i paesi avanzati, coincidono con la politica per l'innovazione. Una politica che l'Italia ha avuto in modo talmente frammentario e discontinuo da non costituire mai sistema e da non incidere su qualità e ritmi del processo di sviluppo. Tuttavia nel mondo globalizzato stando fermi in realtà arretriamo e accumuliamo ritardi che sarà sempre più difficile e oneroso colmare. Così ora siamo di fronte a una scelta obbligata: per crescere non basta rimetterci in marcia, dobbiamo accelerare il passo, correre, altrimenti il ritardo continuerà ad approfondirsi. Per ogni punto percentuale di Pil prodotto, quello italiano contiene in media il 20% in meno di innovazione, di istruzione, di ricerca e sviluppo, di conoscenza, rispetto a quello dei principali paesi europei. E' questa l'entità del gap d'innovazione che sta alla base della lentezza della nostra economia, misurata con lo strumento analitico che abbiamo chiamato Cronometro per lo Sviluppo. Per questo oggi presentiamo una Tabella di Corsa. Non di marcia, di corsa, con 10 proposte per sbloccare la crescita e l'innovazione". E' questo in sintesi il messaggio con cui il Presidente di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, Alberto Tripi, ha avviato questa mattina i lavori della 1° Conferenza Nazionale dei Servizi Innovativi e Tecnologici in un Auditorium di Assolombarda a Milano assiepato da oltre 1200 partecipanti.All'incontro sono intervenuti Pier Luigi Bersani, Ministro dello Sviluppo economico, Diana Bracco Presidente di Assolombarda, Antonio Catricalà Presidente dell'Antitrust, Roberto Formigoni Presidente della Regione Lombardia, Luca Cordero di Montezemolo Presidente di Confindustria, Nando Pagnoncelli Presidente di Assirm, l'economista Nicola Rossi. Ha condotto i lavori Enrico Cisnetto, moderatore di una vivace tavola rotonda fra i presidenti delle principali Federazioni dei servizi, quali Pasquale De Vita a capo di Confindustria Energia, Gian Maria Gros Pietro di Federtrasporto, Raffaele Morese di Conferservizi, Federico Motta di Confindustria Cultura, Carlo Noto La Diega di Fise, Mario Resca di Confimprese, Guido Riva della Commissione Sanità di Confindustria, Daniel John Winteler di Federturismo. Il Cronometro dello Sviluppo è lo strumento elaborato da Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici per misurare l'impatto di una serie di indicatori d'innovazione sul Pil. La novità sta nel fatto che si tratta di un sistema di equazioni a 13 variabili (Laureati sulla popolazione; laureati in materie scientifiche; spesa Ict in % sul Pil; spesa in R&S in % sul Pil; numero di brevetti, valore aggiunto dei Servizi; Bilancia dei pagamenti dei Servizi; % di occupati a tempo indeterminato; tasso di occupazione; spesa pubblica in beni e servizi intermedi; produttività multifattore; Pil per ora lavorata; contributo dell'input dei servizi alla crescita) che consente di valutare il peso sul Pil di questi indicatori presi nel loro insieme. La funzione, costruita sulla base di dati Ocse ed Eurostat riferiti all'Italia, Regno Unito, Germania, Francia, Spagna, negli anni 1990-2005, produce dei coefficienti che possiamo identificare con la velocità che il sistema dell'innovazione imprime all'incremento del Pil. Nel confronto internazionale, il Paese più veloce è risultato il Regno Unito (coefficiente 0,985), il più lento l'Italia (coefficiente 0,748). Ciò sta a indicare che lo sviluppo degli altri paesi è funzione più diretta delle azioni di innovazione di quanto accada nel nostro, dove resistono vincoli che frenano l'equazione innovazione = sviluppo. Le proposte della Tabella di Corsa, documento nato nell'ambito della Commissione Servizi di Confindustria e sottoscritto da tutte le Federazioni dei Servizi partecipanti alla Conferenza, trovano supporto dai dati emersi dal "Primo Rapporto sugli indicatori dei Servizi Innovativi e Tecnologici" presentato dalla Federazione in occasione della Conferenza. Lo studio evidenzia come dal 2003 al 2007, anni di grandi difficoltà per il paese, i Servizi Innovativi e Tecnologici siano stati il settore più dinamico dell'economia italiana, registrando ritmi di crescita ben al di sopra di tutti gli altri settori. I numeri parlano chiaro. Nel quinquennio considerato l'incremento del valore aggiunto prodotto dal settore è stato del 50% a fronte del 12% segnato dall'economia nazionale, quello dell'occupazione è stato del 24% mentre il trend globale che non è andato oltre il + 5%, il numero di imprese è cresciuto del 22% a fronte del 4% nazionale, gli investimenti fissi sono aumentati del 52% mentre l'incremento nazionale si attestava al 17%, la spesa in sviluppo delle conoscenze e qualificazione del proprio personale è cresciuta 44%, giungendo nel 2007 a quasi 50 miliardi di euro, a fronte di un incremento nazionale del 18%. Oggi i Servizi Innovativi e Tecnologici, giunti a contare 1 milione di imprese e 2,5 milioni di addetti, realizzano 1/3 della Ricerca e Sviluppo "intra muros" attuata dalle imprese italiane, occupano il 33% degli addetti nazionali alla R&S, generano il 13% del Pil. Ma se si considera l'impatto prodotto sugli altri settori, il Rapporto indica un fattore moltiplicatore pari a 2,38 volte il valore aggiunto prodotto direttamente dal settore, che fa salire l'incidenza dei Servizi Innovativi e Tecnologici al 31% del valore aggiunto totale generato dall'economia italiana. I limiti e le criticità del settore emergono quando si passa al confronto internazionale (anni 2003-2005), da cui risulta una dimensione comunque ben al di sotto dei livelli raggiunti in Gran Bretagna, Germania e Francia, salvo nel numero d'imprese, che sono tante di più rispetto agli altri paesi, ma troppo piccole come, d'altro canto, avviene nel resto dell'economia italiana. "Il passo svelto tenuto dal settore dei Servizi Innovativi e Tecnologici nell'ultimo quinquennio – ha commentato Tripi - è la dimostrazione delle potenzialità tecniche e della grande presenza di imprenditorialità in Italia. Ma è anche la dimostrazione che ciò non basta a cambiare il passo del Paese, perchè, come indica la nostra Tabella di Corsa, innovazione vuol dire anche poter lavorare e competere in un scenario nuovo, costituito da mercati aperti e concorrenziali, in cui possa prevalere il merito, la capacità imprenditoriale, la competenza professionale" . Uno scenario in cui la Pubblica Amministrazione sia partner delle imprese, un facilitatore del loro sviluppo, non solo un onere burocratico ed economico. Ma, soprattutto, non sia un concorrente delle imprese protetto da monopoli più o meno palesi, come invece accade sempre più spesso nel settore dei servizi. Uno scenario in cui l'in house sia l'eccezione e le gare a evidenza pubblica la regola, gestite da poche e qualificate stazioni appaltanti. Non, come avviene ora, da ben 20.000 stazioni appaltanti che mobilitano almeno 100.000 commissari di gara: "Numeri esagerati - ha sottolineato il Presidente di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici - che non trovano riscontri all'estero, ma che determinano non solo un aumento dei costi di funzionamento delle Pa, ma anche una cattiva gestione delle gare, causa della moltiplicazione dei ricorsi al Tar, il quale, di questo passo, rischia di diventare il regolatore ultimo dell'economia italiana. La drastica riduzione delle stazioni appaltanti e la qualificazione dei commissari è una via obbligata per accelerare l'azione pubblica e diminuire la spesa". E ancora: per poter correre, il Paese ha bisogno di sistema formativo che abbia i suoi cardini nell'eccellenza e faccia emergere gli elementi migliori; di un mercato del lavoro flessibile per rispondere alle esigenze delle imprese, che offra sicurezza di tutela dei lavoratori, evoluto nei criteri di produttività legati al risultato, al merito, alla valorizzazione della qualità. Di accelerare la transizione alle tecnologie digitali promovendo norme ad hoc e nuovi modelli di business. Di coprire il territorio con reti tecnologiche a larghissima banda e infrastrutture avanzate da realizzare con strumenti di finanza avanzata come il project financig. Di una fiscalità favorevole allo sviluppo, giusta e rigorosa, che non penalizzi chi crea lavoro con imposte intollerabili come l'Irap e incentivi con effettivo credito d'imposta gli investimenti e l'innovazione. Di far evolvere il credito verso un sistema che finanzi idee e progetti innovativi e diffonda lo strumento del venture capital. "Non crediamo al declino - ha concluso Alberto Tripi – l'Italia che fa correre l'Italia non è uno slogan, è una parte del Paese, protagonista vivace e qualificata dell'economia italiana, che può offrire molto di più se messa nelle condizioni di poter crescere e svilupparsi ai livelli dei concorrenti esteri. Abbiamo deciso di riunirci con le principali Federazioni italiane dei Servizi nel cuore dell'industria italiana, in Assolombarda, per evidenziare che siamo pronti a fare la nostra parte in una nuova politica di sviluppo, centrata sull'integrazione fra un sistema evoluto dei servizi e un sistema manifatturiero che abbia la sua forza competitiva nella qualità e nell'innovazione. Sappiamo che il settore dei servizi, motore della crescita in tutte le economie avanzate, marca nel nostro Paese ritardi e arretratezze, che possono e devono essere superate con un progetto complessivo di rinnovamento. Un progetto la cui attuazione richiederà investimenti relativamente modesti, ma grande coerenza e determinazione politica, perché deve rimuovere le resistenze all'innovazione, gli assetti corporativi e protezionistici, le posizioni di privilegio e di rendita sociale. Ma non ci sono dubbi ormai che questa sia la strada maestra per liberare le nuove energie e aprire fin da subito una visione sul futuro, consentendo a cittadini, imprese, istituzioni, di vedere, già con gli occhi di oggi, il profilo dell'Italia nuova che tutti noi siamo chiamati a costruire".In allegato sono disponibili il discorso del Presidente Alberto Tripi e le slide che hanno accompagnato la sua presentazione.   Il Rapporto sugli Indicatori dei Servizi Innovativi e Tecnologici, la "Tabella di Corsa" e l'intera documentazione (anche video) è disponibile nel sito dedicato alla conferenza.

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