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Crescita record per il crowdfunding

05/02/2016

Nel solo 2015 il valore dei progetti finanziati con la raccolta fondi online è salito dell’85%. Un mercato con un potenziale di crescita enorme, specie per le fintech, ma non privo di criticità. A dirlo il Report 2015 dell'Università Cattolica di Milano.

 

Era il 2005 quando Produzioni dal Basso, apriva al crowdfunding in Italia. Kickstarter, la nota piattaforma americana non esisteva ancora. In dieci anni la reatà di questo tipo di finanziamenti è cresciuta enormemente, come attesta una ricerca realizzata dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, coordinata dalla professoressa Ivana Pais. Un’indagine realizzata con il contributo di TIM, a cui hanno risposto 51 piattaforme (il 62% del totale), delle quali 40 sono attive e 11 sono in fase di lancio.

Se la crescita del crowdfunding in Italia, per i primi 9 anni, è stata più lenta che in altri Paesi, negli ultimi due anni l’accelerazione è stata molto veloce.

L’indagine, condotta su 51 piattaforme, ritrae un panorama in cui lavorano circa 250 dipendenti. Solo un progetto su cinque arriva online e la raccolta fondi, in media, non supera i 10mila euro a progetto. Quattro i modelli: i sistemi basati su Ricompense (il modello più diffuso pari al 45%), quelli basati sulle donazioni (il 19%), le piattaforme Equity che danno la possibilità di diventare azionisti dell’iniziativa finanziata (19%) e le piattaforme che si fondano sul debito, quindi sottoposte alla maturazione di interessi (4%). È proprio a queste ultime che va attribuito quasi la metà del valore complessivo dei progetti finanziati. È la realtà del Fintech, la tecnologia applicata alla finanza, che come nel caso di Prestiamoci, mette in contatto coloro che hanno bisogno di un prestito personale con coloro che hanno un capitale da investire, o come Smartika, nella quale richiedenti e di prestatori interagiscono direttamente tra loro senza ricorrere ad intermediari.

Il valore complessivo dei progetti finanziati attraverso le piattaforme intervistate è pari a quasi 56,8 milioni di euro, con un aumento dell’85% rispetto ai 30,6 milioni di euro rilevati a maggio 2014.

Tra le criticità rilevate dagli addetti ai lavori, l’eccesso di vincoli e regolamentazioni, la presenza di norme troppo rigide per il modello basato sull’equity. «Attendiamo l'aggiornamento del regolamento sull’equity crowdfundig, la concorrenza internazionale e la mancanza di risorse.

 

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