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Giornalisti prestati alla carriera manageriale. E viceversa

04/05/2004

Il sogno di molti giornalisti? Diventare manager. Succede che giornalisti e manager, talvolta, si trovino a stretto contatto (soprattutto all'interno di aziende che operano nel settore mediatico) e che riconoscano di avere formazione e competenze simili. Il giornalista intervista il manager e talvolta scopre di avere anche la stessa vocazione. E prova una nuova carriera. Avolte con successo, a volte no.

Succede così che, se nella grande mela il sogno dei finanzieri come Soros è diventare scrittori e giornalisti, quello di questi ultimi è diventare Ceo e di guidare un'azienda verso il successo. La storia recente di New York è costellata di storie personali di grandi reporter che hanno deciso di prestare le proprie capacità al mondo manageriale. Alcune di queste storie sono a lieto fine, altre no.C'è la vicenda di una brava giornalista di Abc che attualmente lavora in Disney, quella di un coraggioso reporter di guerra (vincitore anche di un Pulitzer) per il Wall Street Journal che ora fa il manager per Dow Jones (editore del WSJ), quella di uno scrittore che fondò una start up e molte altre. In generale la caratteristica che più crea problemi ai professionisti della comunicazione nella gestione aziendale è l'amore per la verità e la franchezza, necessariamente acquisito dopo una significativa esperienza in un giornale e quasi sempre nocivo nella conduzione di un'azienda. La storia più fallimentare riguarda proprio quella del reporter di guerra che, una volta divenuto manager di Dow Jones, decise di procedere a un poderoso taglio dei benefits per i reporters del Wall Street Journal, originando una rivolta con pochi precedenti.Una collezione di storie curiose e soprattutto la storia di un' attrazione reciproca e storica tra questi due mondi così diversi.
Emanuela Di Pasqua-totem

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