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Un po’ museo, un po’ community, un po’ laboratorio di idee

22/11/2018

Redazione

In occasione della Settimana della Cultura d'Impresa, il 23 novembre, si è  tenuta la prima presentazione ufficiale al pubblico di Smemoranda Il Museo di Tutti, il primo museo virtuale accolto nella famiglia di MuseImpresa.

Smemoranda, il Museo di tutti, collega il racconto degli anni passati e dei 400 artisti coinvolti all’attualità dell’impegno nello sviluppo di pensiero positivo. E’ il primo museo virtuale che entra a far parte della nobile famiglia di MuseImpresa ed è stato presentato il 23 novembre in IULM come evento conclusivo della settimana della cultura di impresa promossa da Confindustria e Museimpresa nell’Anno Europeo del Patrimonio culturale. 

La professoressa Anna Luigia De Simone - Dipartimento Comunicazione, arti e media dello IULM - ha fatto gli onori di casa e il professor Domenico Liggeri - Docente di comunicazione dei musei d'impresa - ha introdotto il tema dei musei virtuali presentando alcune case history e inquadrando il Museo di Tutti di Smemoranda come una sinestesia digitale. 

Il Presidente di MuseImpresa, Alberto Meomartini, ha illustrato l'associazione MuseImpresa, dalla sua genesi ad oggi, registrando una costante crescita di adesioni - ad oggi 80 - compreso il recente ingresso di Smemoranda con il Museo di Tutti. 

Il Museo/Community nasce in contemporanea con SmemoLab, impresa sociale. 

"Abbiamo deciso di affrontare i grandi temi dell’educazione civica insieme ai giovani – dice Nico Colonna, Direttore di Smemoranda. Intendiamo svolgere un ruolo di facilitatori  per creare un circolo virtuoso di conoscenza e comportamenti positivi per altri giovani. Non siamo educatori, ma vogliamo continuare a lasciare segni tangibili, messaggi di solidarietà, segnali di pace concreti, a promuovere una cultura alla partecipazione consapevole che possa rappresentare un modello altro, in controtendenza, di stimolo alla formazione delle future generazioni”.

Gino e Michele, direttori di Smemoranda: "Ci piacerebbe, in questo tentativo di “impresa sociale”, offrire gli strumenti per esserci con i piedi ben piantati per terra, ma col cuore in volo. Ci piacerebbe offrire gli stimoli che muovano il desiderio di capire. Pensare a un mondo partecipato con una curiosità nuova. Basterebbe capire il significato di poche parole come rispetto, legalità, diversità; basterebbe avvicinarci di più alla Costituzione italiana, e non avere paura di nominarla là dove occorra perché la nostra democrazia si fonda su quegli articoli”. 

Ma Smemoranda e la sua community di tre milioni di fan diverranno il motore della comunicazione virale che sarà sviluppata dai format di comunicazione sociale affidati a SmemoLab, e qui entrano in ballo i giovani ed esperti professionisti della rete. "Vivere in rete ha rivoluzionato il nostro modo di leggere, scrivere e comunicare - dice Laura Giuntoli dell’Ufficio Comunicazione e redazione web di Smemoranda-. I social media hanno la funzione di un diario personale e collettivo su cui raccontare e condividere la propria vita in tempo reale, un po’ come ha fatto, e continua a fare, la Smemo tra i banchi di scuola. Per questo esiste in Smemoranda una redazione web che lavora quotidianamente di pari passo con la redazione cartacea, in una continua contaminazione tra le due realtà".

Alessia Gemma, Responsabile social per Smemoranda: “Nel 2018 sono stati stimati in Italia 43.31 milioni di utenti internet, 34 milioni attivi sui social media, 49.19 milioni utenti mobile. Tra questi milioni di persone tanti sono i nostri utenti: i teenager, la generazione Z, i Millennials, i genitori e gli storici smemorandiani della prima ora. Ogni giorno dalla redazione web Smemoranda cerchiamo di connetterci a ognuno di loro attraverso Facebook, Messenger, Instagram, Whatsapp, Twitter, YouTube, un sito web e le pagine di carta del diario. Spesso ci rispondono!”.

SmemoLab avrà due uomini/macchina di grande esperienza nella costruzione di progetti complessi e che coinvolgono Istituzioni, Associazioni, Università e scuole, Aziende socialmente responsabili,Giuliano Bianucci, curatore del museo e inventore con Mauro Del Corpo dei format di comunicazione sociale con M&C e Guido Vimercati, attuale AD di Digital Gut. Il loro commento a una voce è legato alla necessità di passare dal dire al fare sistema. “I progetti di comunicazione sociale – dice Giuliano Bianucci – per diventare format devono essere scientificamente inattaccabili e il coinvolgimento dei giovani deve essere reale, diversamente i contenuti non diverranno oggetto di viralità”. Per quanto riguarda le Aziende coinvolte nell’ottica della responsabilità sociale, il commento è di Guido Vimercati: “ Le risorse ci sono e le aziende investono in Italia nella corporate molto meno che in Francia o in Inghilterra. Mancano i progetti e noi crediamo di poter colmare questo gap”.

 

 

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